Guida · Mazzi

I mazzi della briscola

In Italia ogni zona ha le sue carte, e chi è cresciuto con un mazzo riconosce le altre al primo sguardo. Ecco da dove vengono i nove mazzi del gioco e che cosa li rende diversi.

Perché in Italia ci sono tanti mazzi

Le carte da gioco arrivano in Italia nella seconda metà del Trecento, dall’Egitto dei Mamelucchi. I loro mazzi avevano già coppe, monete, spade e bastoni da polo. Il polo in Italia non lo conosceva nessuno, e quei bastoni diventarono semplici bastoni.

Per secoli l’Italia è stata divisa in tanti stati diversi. Ogni zona ha preso strade sue, e i disegni si sono fissati in stili regionali che sopravvivono ancora oggi. Per giocare a briscola vanno bene tutti: le regole e i punti non cambiano.

Semi italiani, semi spagnoli, semi francesi

I semi di coppe, denari, spade e bastoni sono detti latini, e in Italia si disegnano in due modi.

Nel nord-ovest e in Toscana, invece, i mazzi regionali hanno i semi francesi: cuori, quadri, fiori e picche. In Toscana i quadri si chiamano spesso mattoni.

Quaranta carte: com’è fatto il mazzo

Il mazzo italiano più comune ha quaranta carte: dall’asso al sette, più tre figure per seme. Nei semi latini le figure sono il fante, il cavallo e il re. Mancano l’otto, il nove e il dieci, e non è un caso: nel Cinquecento e nel Seicento andavano di moda giochi come la primiera e l’ombre, che si giocavano con il mazzo accorciato, e quel formato è rimasto.

Con i semi francesi le figure sono fante, donna e re. Per la briscola si tolgono gli otto, i nove e i dieci, e la donna prende il posto del cavallo: vale tre punti e sta fra il fante e il re.

Perché l’asso di denari è così strano

In molti mazzi regionali l’asso di denari ha un grande cerchio vuoto, oppure un disegno ridotto al minimo. Il motivo è una tassa. Fino al 1972 ogni mazzo venduto in Italia doveva portare un bollo che dimostrava il pagamento dell’imposta, e di solito il bollo andava proprio sull’asso di denari. La tassa non c’è più, ma quel cerchio è rimasto nel disegno.

Napoletane

I quattro assi delle carte napoletane

Sono tra le carte regionali più diffuse d’Italia: si usano in quasi tutto il Mezzogiorno, tranne Sicilia e Sardegna. Hanno i semi di tipo spagnolo e le figure intere. L’impianto del mazzo risale al Cinquecento, e lo si vede dai baffi e dalle acconciature delle figure.

Alcune carte si riconoscono subito. Il tre di bastoni ha al centro un mascherone baffuto, il Gatto Mammone. L'asso di denari è un’aquila a due teste. Il cavallo di spade è un cavaliere moro con il turbante e la scimitarra.

Piacentine

I quattro assi delle carte piacentine

Sono le carte a semi spagnoli più a nord d’Italia. Nate a Piacenza, si usano in buona parte dell’Emilia, nel sud-est della Lombardia, in Garfagnana e Lunigiana, nelle Marche, in Umbria e nel Lazio. Secondo la ricostruzione più diffusa, i semi spagnoli arrivarono a Piacenza con i soldati francesi alla fine del Settecento.

Sono carte lunghe e strette. Fino a metà Novecento le figure erano intere; da allora sono quasi sempre a due teste, divise a metà. L'asso di denari è una grande aquila con la corona, e l'asso di spade è sorretto da un angioletto, che a Piacenza chiamano l’Angiolino. Le figure stanno tutte in piedi.

Piacentine antiche

I quattro assi delle piacentine antiche, incise e colorate a mano

Sono un mazzo piacentino stampato a Piacenza intorno al 1800 e conservato oggi alla Biblioteca nazionale di Francia. Le carte sono incise su legno e colorate a mano con le mascherine, un colore alla volta. Si vede la mano di chi le ha fatte: il colore non sempre resta dentro le linee.

Le figure sono intere, a una testa sola, com’erano le piacentine fino a metà Novecento. Sul re di coppe c’è ancora il bollo della tassa dell’epoca. Giocarci è come sedersi a un tavolo di due secoli fa.

Bergamasche

I quattro assi delle carte bergamasche

Vengono dalla provincia di Bergamo e hanno i semi di tipo italiano. Il mazzo è di quaranta carte, con le figure a due teste divise in orizzontale.

Sull'asso di bastoni c’è un cartiglio con il motto “Vincerai”. L’asso di coppe ha la forma di una fontana, un motivo che si ritrova anche nelle trentine e nelle bresciane. Sono parenti strette di queste due: i tre disegni sono nati in zone vicine e si somigliano molto.

Bresciane

I quattro assi delle carte bresciane

Sono le carte della provincia di Brescia, a semi italiani. Nei negozi si trovano solo da cinquantadue carte, perché servono anche per la cicera bigia, un gioco del posto; per la briscola si tolgono l’otto, il nove e il dieci, e nel gioco trovi già il mazzo da quaranta.

Le figure sono intere, con colori pieni e proporzioni ingenue. Sono le carte regionali più piccole d’Italia, e hanno molti soprannomi: il quattro di spade, per esempio, è la Madonnina dei prati.

Trentine

I quattro assi delle carte trentine

Vengono dalla provincia di Trento e hanno i semi di tipo italiano. Si pensa che siano il più antico disegno italiano ancora in uso, e che bergamasche e bresciane derivino da loro.

Il segno di riconoscimento sono i re, tutti e quattro seduti sul trono. Le figure sono intere, dal disegno arcaico, con pochi colori senza sfumature: bianco, nero, rosso, blu e giallo. Le carte dal due al sette portano il numero.

Spagnole

I quattro assi delle carte spagnole

La baraja española ha gli stessi semi delle carte italiane, con i nomi spagnoli: oros, copas, espadas e bastos. Le spade sono dritte e i bastoni sono randelli nodosi. Il mazzo completo spagnolo ha quarantotto carte, dall’uno al nove più tre figure: la sota, il caballo e il rey, numerati 10, 11 e 12. Quello da quaranta toglie l’otto e il nove, ed è proprio quello della briscola.

Nei mazzi spagnoli tradizionali il bordo della carta ha delle piccole interruzioni che dicono il seme anche quando le carte sono a ventaglio: una per le coppe, due per le spade, tre per i bastoni, nessuna per i denari.

Spagnole Fantasy

I quattro assi delle carte spagnole in stile fantasy

È un mazzo moderno a semi spagnoli, disegnato con colori pieni e figure in costumi fantasiosi. Le regole sono le stesse: la sota vale come il fante, il caballo come il cavallo. È il mazzo per chi ama le carte spagnole ma vuole qualcosa di più allegro sul tavolo.

Carte francesi con gli indici grandi

I quattro assi delle carte francesi con gli indici grandi

In Italia a briscola si gioca anche con i semi francesi. Questo mazzo ha quaranta carte, dall’asso al sette più fante, donna e re, e indici molto grandi negli angoli: si leggono bene anche sullo schermo più piccolo, ed è la scelta più comoda se ti serve vedere le carte a colpo d’occhio.

La donna vale come il cavallo, tre punti, e sta fra il fante e il re. Tutto il resto funziona come con le carte italiane.

Come scegli il mazzo nel gioco

Nella schermata principale del gioco c’è una vetrina con tutti e nove i mazzi. Quello al centro si apre a ventaglio con tre carte, un asso, una figura e un tre, che bastano per capire com’è disegnato.

Scorri con le frecce, trascinando o toccando un mazzo di lato. Guardali da vicino, e fermati su quello con cui sei cresciuto: è quello con cui giocherai. Anche la schermata delle regole ti mostra le carte che valgono disegnate con il mazzo che hai scelto.

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